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Test drive Fiat Professional Fullback 180 CV Doppia Cabina

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7 maggio 2017
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Il pick-up di Fiat Professional convince per le grandi doti da fuoristradista DOC, praticità di guida comfort di marcia

Scelta coraggiosa quella di Fiat Professional di lanciarsi in un settore, quello dei pick-up, certamente in espansione nel mercato europeo, tuttavia ancora pieno di incertezze. Incertezze dovute principalmente per le normative vigenti in alcuni Paesi, tra cui l’Italia, molto restrittive sull’utilizzo degli “autocarri” nel tempo libero. Infatti tutti i pick-up attualmente in commercio in Europa sono omologati come N1, ovvero “veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 t”. Tali norme, di fatto, vanno contro il principio base dei nuovi lussuosi pick-up, per metà SUV e per metà veicolo da lavoro, secondo il quale dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro, la sera, dopo una bella lavata, si può portare la signora a teatro o, il week-end, famiglia e amici al mare con tavole da surf e bici al seguito! Tuttavia l’investimento del brand torinese è stato soprattutto un investimento di “immagine”. Infatti il Fullback è frutto di un’intelligente operazione di “rebranding” con la Casa giapponese Mitsubishi. Il pick-up Fiat Professional infatti deriva per la maggior parte dal collaudatissimo e riuscito Mitsubishi L200. Qualche tocco di Italian Style qua e la, cambio dei loghi, ed il gioco è fatto. E dobbiamo dire che, soprattutto in estetica, il veicolo di Fiat Professional ci guadagna.

Esterni

Cabina protesa in avanti, sbalzo anteriore ridotto, fiancate slanciate, cassone posteriore ben raccordato con la cabina donano al Fullback un aspetto elegante e sportivo al tempo stesso. L’aerodinamica di questo veicolo è stata particolarmente curata tanto che il Cx (coefficiente di penetrazione aerodinamica) ha un valore, 0,40, da berlina sportiva. Tale valore ha un impatto decisamente positivo sui consumi ed anche sul confort di marcia grazie alla mancanza di fruscii e vibrazioni. Gli stilisti di Fiat Professional si sono concentrati soprattutto sul frontale del veicolo, riuscendo a dare al pick-up un’impronta decisamente italiana ed in linea con l’attuale produzione automobilistica del Gruppo.

Interni

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Gli interni del modello in prova non hanno nulla da invidiare ai più lussuosi SUV in commercio. Sedili anteriori riscaldabili avvolgenti da vettura sportiva, foderati in pelle e regolabili elettronicamente, anche in altezza. Sulla plancia bicolore nero/silver tutti i comandi sono facilmente raggiungibili. Il centro plancia è dominato da uno schermo da 7” dal quale, grazie alla tecnologia touch, si comanda l’intero sistema di infotainment: radio, lettore CD MP3, navigatore satellitare, sistema bluetooth. Il tutto è facilmente comandabile anche dal volante multifunzione. Il Fullback dispone anche di telecamera posteriore che riporta le immagini in retromarcia sullo schermo in plancia. La retromarcia è assistita anche da segale sonoro. Le tre sedute posteriori sono molto comode e, in versione doppia cabina offrono molto spazio per le gambe degli occupanti. Dietro lo schienale posteriore, ripiegabile e sdoppiato (2+1), trovano posto gli attrezzi di fortuna.

Sicurezza Passiva

La struttura del Fullback è costruita in modo tale da assorbire efficacemente l’energia e mantenere un’elevata integrità della cabina in caso di urti. La scocca è realizzata con numerose componenti in acciaio speciale, leggero e con alta resistenza alla trazione. Il frontale è costruito con un comparto motore estremamente rigido.

In cabina sono presenti ben 7 airbag: anteriormente due unità frontali e laterali forniscono la massima protezione a conducente e passeggero; inoltre, il guidatore dispone di un airbag di protezione per le ginocchia; i passeggeri posteriori sono protetti da airbag laterali a tendina. Tutte le sedute sono dotate di cinture di sicurezza a tre punti con pretensionatore.

Sicurezza attiva e sistemi di assistenza alla guida

In marcia il limitatore di velocità regolabile evita di superare la velocità preimpostata. Nel caso di superamento della stessa ad esempio in discesa, si attivano  un segnale visivo ed uno acustico. L’Active Stability e il Traction Control, controlli attivi di trazione e stabilità, gestiscono in modo indipendente la forza frenante sulle ruote in curva, garantendo così la stabilità del veicolo e forniscono la trazione ottimale in tutte le condizioni, su strada e in fuoristrada. Il sistema, inoltre, previene lo slittamento delle ruote sui fondi sdrucciolevoli e minimizza il rischio di sbandate in caso di accelerazione eccessiva in curva. Il Lane Departure Warning (LDW) segnala il passaggio involontario da una corsia ad un’altra con segnali visivi e acustici viaggiando oltre i 65 km/h. Le partenze in salita sono agevolate dal sistema Hill Holder. Il sistema Trailer Stability Assist (TSA) aumenta la stabilità in caso di traino gestendo automaticamente la potenza del motore e la forza frenante su ciascuna ruota.

La prova su strada e fuori strada

Tramite il pulsante del dispositivo Keyless Operation System apriamo il veicolo che, contemporaneamente, ci saluta con l’apertura degli specchietti laterali ed un lampeggio delle quattro frecce. Salire a bordo, nonostante i 21 cm di altezza che separano il veicolo dal suolo è abbastanza agevole, grazie al predellino laterale. Tramite il pulsante “start” avviamo il potente motore 2,4 litri turbodiesel da 180CV e 430 Nm di coppia. Il veicolo in prova è equipaggiato con cambio manuale a 6 rapporti. Dal centro di Roma ci dirigiamo verso le spiagge del litorale laziale. Tra Fiumicino e Focene ci spingiamo nelle sabbie nere tipiche di questa zona.

Il fondo è abbastanza compatto e il Fullback procede bene con la sola trazione posteriore poi, improvvisamente il terreno sabbioso, diventa cedevole. Inseriamo la trazione integrale tramite il pratico selettore elettronico a manopola e proviamo a dare gas. Le ruote slittano e il veicolo affonda un pochino. La fronte si imperla di sudore! Tramite il medesimo selettore attiviamo il blocco dei differenziali e le marce ridotte. Diamo un filo di gas e il Fullback riprende la marcia in tutta tranquillità. Siamo soddisfatti, scattiamo due foto e, uscendo dalla sabbia, riprendiamo la strada asfaltata.

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Durante la guida il passaggio dalla modalità a due ruote motrici a quella a quattro ruote motrici è possibile fino a 100 km/h. La “magica” manopola dispone di 4 opzioni: 2H trazione posteriore; 4H trazione integrale; 4HLc trazione integrale con blocco del differenziale centrale e marce ridotte; 4HLLc trazione integrale con blocco del differenziale centrale, del differenziale posteriore e marce ridotte. Quest’ultima opzione consente di tirare fuori il veicolo da situazioni difficili come neve fresca, fango e sabbia. Il giorno dopo ci rechiamo nelle campagne della Tuscia, in provincia di Viterbo. Grazie all’ospitalità dell’Azienda Agricola Sansoni abbiamo modo di apprezzare l’indole agricola del Fullback tra pascoli verdi e mandrie di incuriosite mucche charolaise. Finita la nostra prova facciamo rientro soddisfatti alla base.

Zona carico

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All’interno del cassone gli angoli sono stati appositamente rinforzati per favorire la dispersione d’urto in caso di impatto generato dallo spostamento del carico, in modo tale da prevenire danni a tutta la struttura. In versione doppia cabina il cassone misura 1.470 mm di larghezza, 1.520 mm di lunghezza ed ha una portata massima di una tonnellata. Le sponde misurano 475 mm.

Pregi e difetti

Il Fullback è un veicolo polivalente estremamente comodo sia sulla marcia su strada che in fuoristrada. Grandi prestazioni e consumi nella norma, calcolando che tra strada e fuoristrada, abbiamo percorso circa 400 km con una media di circa 6 km al litro. Lo schema delle sospensioni, progettato per un uso piuttosto hard, prevede all’anteriore doppi bracci ad A con barre stabilizzatrici e, al posteriore, un assale rigido con balestre multistrato allungate, capaci di sopportare le massime sollecitazioni del fondo stradale a pieno carico, che tuttavia, a veicolo vuoto, tendono a saltellare. Il veicolo in prova dispone di tecnologia Start & Stop che si è rivelata un po’ imprecisa con mancati spegnimenti del motore o avviamenti spontanei dopo pochi secondi di fermo. Anche il dispositivo di partenza agevolata in salita, Hill Holder, ha avuto modo di manifestare il suo disappunto, ritardando la partenza più del dovuto.

 

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